di Giuseppe Longo
Ancora una ventina di giorni anche per le cantine del Friuli Venezia Giulia per aderire al Concorso enologico internazionale delle Città del vino, associazione nazionale che riunisce anche una quarantina di Comuni del Vigneto Fvg. Le iscrizioni sono aperte, infatti, fino al 19 aprile prossimo. Si tratta – come ricorda il presidente Angelo Radica – «del concorso enologico più importante in Italia, punto di riferimento per aziende, esperti e appassionati del settore vitivinicolo». Le aziende potranno iscrivere i propri campioni esclusivamente online, attraverso il portale ufficiale www.concorsoenologicocittadelvino.it, dove sono disponibili regolamenti, informazioni tecniche e dettagli organizzativi.
L’edizione 2026 riparte dal grande successo dello scorso anno: alla 23ª edizione di Siena – quella precedente, come si ricorderà, era stata ospitata a Gorizia – hanno partecipato oltre 1.500 campioni provenienti dall’Italia e dall’estero, valutati da 70 commissari internazionali tra enologi, buyer, importatori, tecnici e giornalisti di alto profilo. La macchina organizzativa è dunque ufficialmente partita e con essa si apre una nuova fase che promette di rendere questa edizione una delle più dinamiche e innovative di sempre. Il Concorso, anno dopo anno, continua infatti a evolversi, ampliando lo sguardo sul mondo del vino e dei distillati e accogliendo nuove categorie produttive, nuovi stili e nuove interpretazioni della qualità. Possono concorrere vini fermi, frizzanti e spumanti, a denominazione di origine o a indicazione geografica, di tutte le categorie e provenienze. Grande attenzione è riservata ai vini biologici, biodinamici e sostenibili, a quelli ottenuti da vitigni autoctoni o internazionali e alle produzioni fortemente identitarie, come i vini di origine vulcanica o legati agli itinerari storici della vite e del vino. E tra le novità più significative del 2026 spicca il Premio Speciale Piwi, dedicato ai vini prodotti con almeno l’80% di uve provenienti da vitigni resistenti alle malattie fungine – la nostra Rauscedo è leader a livello mondiale nella produzione di barbatelle certificate -, a conferma dell’attenzione verso innovazione e sostenibilità.

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Le ultime Verticali Fvg
(g.l.) E le Grandi Verticali del vino, manifestazione fra le più qualificate del coordinamento delle Cdv Fvg, guidato da Tiziano Venturini, riservano ancora due degli otto appuntamenti programmati. Il prossimo di questa terza edizione si terrà infatti, subito dopo le feste pasquali, a Dolegna del Collio, dove i winelovers sono attesi l’8 aprile. L’ultima degustazione si terrà, invece, il 23 dello stesso mese a San Quirino, nelle Grave del Friuli. Tutte di grande successo le precedenti puntate, a cominciare dall’ultima in ordine di tempo che si è tenuta poche sere fa a Togliano di Torreano. Le serate, come si ricorderà, avevano preso il via a gennaio con due riuscitissime degustazioni a San Dorligo della Valle, sul Carso Triestino, e a Nimis, terra del Ramandolo Docg. Erano seguite le tappe di Moraro, Palazzolo dello Stella e Cervignano. Il 13 aprile, invece, nell’ambito del Vinitaly di Verona le Città del vino Fvg presenteranno l’intero programma 2026, nel quale emergono le ormai famose “Notti del vino” che punteggeranno l’estate di bellissime iniziative.
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Ricordiamo, altresì, che nell’ambito del Concorso enologico torna anche la settima edizione del Grappa Award, che si arricchisce di importanti novità. Oltre alle tradizionali categorie di grappa, suddivise per tipologia, affinamento e metodo di produzione, il Concorso apre ufficialmente le porte a nuovi protagonisti del panorama distillatorio italiano: acquaviti d’uva, espressione diretta della materia prima vitivinicola, brandy italiano, simbolo di eleganza, tempo e capacità di affinamento e infine vermouth, prodotto identitario e in forte rinascita, ponte tra mondo del vino, delle erbe aromatiche e della miscelazione. «Un ampliamento – aggiunge al riguardo il presidente Radica – che testimonia la volontà del Concorso di intercettare le tendenze del mercato, valorizzare la creatività produttiva e offrire uno spazio di confronto a prodotti che stanno vivendo una nuova stagione di interesse e sperimentazione».
Con una sede prestigiosa, una struttura tecnica di alto profilo, commissioni internazionali e un regolamento rigoroso ispirato ai criteri Oiv, il Concorso Enologico Internazionale Città del Vino e il Grappa Award 2026 si confermano come appuntamenti centrali per produttori, cantine e distillerie che vogliono misurarsi su un palcoscenico autorevole e riconosciuto. L’apertura a nuove categorie, nuovi prodotti e nuove visioni del bere di qualità rende questa edizione particolarmente significativa. Un’edizione che guarda al futuro, senza dimenticare la tradizione, e che invita i produttori a essere protagonisti di un racconto in continua evoluzione. Sempre per Angelo Radica, queste due importanti iniziative rappresentano «un pilastro della nostra attività, capace di trasmettere uno dei messaggi fondanti del nostro lavoro: valorizzare il legame tra produzione, cultura e territorio. Un riconoscimento ambito, perché unico nel suo genere».
Sottolinea l’importanza delle novità introdotte anche Stefania Pianigiani, nuovo direttore tecnico del Concorso e del Grappa Award — prima donna a ricoprire questo ruolo nei 24 anni di storia della manifestazione — evidenziando «la grande attenzione all’evoluzione della filiera e del mercato. L’ambizione di restare sempre al passo con i tempi, insieme alla forza della tradizione, rende questo appuntamento prestigioso e irrinunciabile per aziende e territori». Le regole del Concorso sono particolarmente severe: anonimato assoluto dei campioni in degustazione e assegnazione dei premi a non oltre il 30% dei vini iscritti, secondo quanto stabilito dall’Organisation Internationale de la Vigne et du Vin (Oiv), a garanzia della massima qualità. I riconoscimenti vengono conferiti sia alle aziende vitivinicole sia ai sindaci dei Comuni in cui si trovano le vigne, per ribadire il legame inscindibile tra vino e territorio: la cerimonia di premiazione si terrà l’11 luglio a Roma, in Campidoglio, alla presenza delle aziende vincitrici e dei sindaci dei Comuni Città del Vino coinvolti. Ricordiamo che all’ultima premiazione aveva partecipato anche il ministro delle Politiche agricole Francesco Lollobrigida. Nella splendida cornice della Sala della Protomoteca, l’esponente del Governo aveva consegnato al presidente Angelo Radica la targa che riconosce l’Associazione nazionale Città del vino come ambasciatrice della qualità a sostegno della candidatura della Cucina italiana a Patrimonio Mondiale Unesco, cosa che poi è realmente avvenuta poco prima di Natale. «Un riconoscimento – aveva osservato Radica, che aveva accanto anche il vicepresidente nazionale Tiziano Venturini – che ci onora e che rafforza il nostro impegno nel promuovere i territori del vino e le eccellenze italiane».
E ora, come detto, appuntamento con la nuova edizione del Concorso enologico internazionale. Per cui anche le aziende del Vigneto Fvg intenzionate a partecipare potranno iscriversi entro il 19 aprile, esclusivamente attraverso il portale www.concorsoenologicocittadelvino.it dove sarà possibile registrare i campioni, consultare i regolamenti e accedere a tutte le informazioni tecniche e organizzative. Per informazioni scrivere a: info@concorsoenologicocittadelvino.com

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In copertina, il ministro Francesco Lollobrigida mentre premia il presidente Angelo Radica; all’interno, due immagini della cerimonia in Campidoglio a Roma.
